Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora
Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvagge minacciate d'estinzione

COS'E' LA CONVENZIONE CITES?

Sulla terra esistono più di 13000 specie di mammiferi e di uccelli, migliaia di rettili, di anfibi e di pesci, milioni di invertebrati e circa 250000 piante floreali. L’estinzione di una specie fa parte dell’evoluzione naturale ma, nel corso dell’epoca più recente, il genere umano è la causa della scomparsa della maggior parte degli animali e delle piante estinti. Oltre alla distruzione dell’habitat di alcune specie dovuto all’insediamento umano e allo sfruttamento intensificato, una causa di estinzione è il commercio.
Ogni anno milioni di piante e di animali vengono spediti nel mondo intero per rifornire il mercato degli animali da compagnia o soddisfare la richiesta di piante ornamentali, di pellicce, di cuoio, di legno pregiato e di articoli vari come l’avorio e i suoi prodotti. Questo sfruttamento ha raggiunto livelli talmente elevati e preoccupanti che la comunità internazionale ha ratificato nel 1973 un trattato internazionale per proteggere tutte le forme di vita in via di estinzione e impedire che il commercio internazionale ne provochi la scomparsa definitiva.
La convenzione per la regolamentazione del commercio internazionale delle specie in via di estinzione (in inglese: Convention on International Trade in Endangered Species) è entrata in vigore il 1 Luglio del 1975 e vi hanno aderito 145 "Parti". Questi paesi vietano il commercio internazionale di specie minacciate di estinzione e sorvegliano il commercio di quelle che potrebbero diventarlo.
La convenzione è strutturata in tre appendici.
L’appendice 1: tutte le specie, animali e vegetali, minacciate di estinzione che sono oggetto, o potrebbero esserlo, di operazioni commerciali.
L’appendice 2: tutte le specie, animali e vegetali, che, pur non essendo attualmente minacciate di estinzione, potrebbero diventarlo se il loro commercio non fosse sottomesso ad una regolamentazione molto severa onde evitare uno sfruttamento incompatibile alla loro soprravvivenza.
L’appendice 3: tutte le specie, animali e vegetali, che uno Stato dichiara sottomesse, sul proprio territorio, ad una regolamentazione avente lo scopo di impedire o di limitare il loro sfruttamento e per cui necessita la cooperazione delle altre Parti.
Per il commercio delle specie protette dalla convenzione CITES, sono necessarie autorizzazioni degli stati esportatori e di quelli importatori. Queste autorizzazioni prevedono un permesso rilasciato dalle autorità statali e un permesso rilasciato da un’autorità scientifica nominata conformemente alla convezione CITES.
Le condizioni dettate dalla convenzione non sono valide per i pezzi acquistati prima dell’entrata in vigore della convenzione. Sono invece applicabili in caso di acquisto in uno stato in cui il compratore non abbia la residenza permanente e voglia introdurre l’oggetto acquistato nel proprio stato di residenza: per esempio un turista non può introdurre nel proprio paese di residenza un oggetto acquistato durante un soggiorno all’estero e fabbricato con parti di animale o di vegetale di una specie protetta. Non si può neanche introdurre un animale vivo né una pianta che appartengano ad una delle specie protette.
Le sanzioni penali colpiscono il commercio ma anche la detenzione di tali specie e prevedono il sequestro e il rinvio nel paese di origine. Ogni stato può anche decidere di richiedere il rimborso delle spese risultanti dal sequestro.
L’Unione Europea ha adottatto misure ancora più severe di quelle indicate dalla convenzione, al punto che alcune specie iscritte nell’Appendice 2 della convenzione, in Europa fanno oggetto di misure equivalenti alle specie iscritte nell’Appendice 1.
La sede della segreteria CITES è a Ginevra ma ogni stato membro ha un servizio CITES; in Italia è responsabile il Ministero dell’Ambiente ma tutte le pratiche sono gestite dal servizio CITES che fa capo al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ed, in particolar modo, al Corpo Forestale dello Stato.
I reperti esposti in questa mostra sono stati prestati dal servizio Cites del Corpo Forestale dello Stato, Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.


Il numero delle specie iscritte nelle tre appendici

  Appendice 1 Appendice 2 Appendice 3
Mammiferi 240 specie + 14 popolazioni 418 specie + 14 popolazioni 67 specie
Uccelli 158 specie + 2 popolazioni 1295 specie + 1 popolazione 149 specie
Rettili 66 specie + 5 popolazioni 393 specie + 3 popolazioni 19 specie
Anfibi 14 specie 68 specie  
Pesci 8 specie 28 specie  
Invertebrati 69 specie 2007 specie  
Piante (stima) 313 specie + 1 popolazione 24884 specie + 1 popolazione 5 specie + 1 popolazione
Totale 868 specie + 22 popolazioni 29093 specie + 18 popolazione 240 specie + 1 popolazione

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