Come in ogni cosmogonia che si rispetti,
Gugulandia è uno specchio di tutti gli universi possibili.
La sillaba gu rappresenta il primo tentativo umano di
comunicare con i propri simili, quindi questo è il paese
di chi dialoga, pone domande e tenta di dare risposte,
dove non mancano innocenza, ambizione, paura, superbia
e gli infiniti problemi che provoca in ogni tempo la convivenza
tra le persone. Hernán Henríquez (L’Avana, 1941) ha avuto
bisogno soltanto di sette personaggi per creare questo
mitico e remoto luogo della storia umana: il re, lo stregone,
l’artista, il cacciatore, la donna e un bambino, soprannominato
“il piranha” per il suo appetito vorace. Non dimentichiamo
“i placatanes”, enormi animali che in certi casi perseguitano
e in altri alimentano la tribù. Tutto questo è stato raccontato
nelle pagine della stampa ufficiale cubana dal 1964 al
1980, gli anni di maggior intolleranza del processo rivoluzionario.
(dalla prefazione di Yoani Sánchez) |