I COMUNI




Dopo aver visitato Piombino, tra calette, insenature e golfi, scoprendo nel suo centro monumenti che riportano al fascino dei tempi antichi, con tutto ciò che la città propone a livello culturale, artigianale ed artistico, ci spostiamo seguendo l'itinerario che conduce ai vari comuni intorno, che costituiscono la Val di Cornia e la Costa Etrusca.

Ci troviamo in un territorio dove con facilità si passa dalla collina al mare, dove la civiltà e l'impronta turistica hanno preservato l'ambiente, mantenendo il territorio integro nella sua attrattiva paesaggistica, storica e naturalistica che vale la pena di visitare. Siamo di fronte ad una terra suggestiva e affascinante, tra borghi ricchi di tratti del passato, di arte e di artigianato, che ci lascerà cento motivi per tornare a respirarne il profumo.

Il nostro viaggio parte da Piombino, nel cui comune sono comprese anche Populonia e la baia di Baratti, incontrando ancora lungo la costa San Vincenzo e Donoratico e poi a monte Castagneto Carducci e Sassetta, inoltrandoci infine nella Val di Cornia e visitando Suvereto e Campiglia Marittima.

Eccoci quindi a Populonia, nota per i suoi patrimoni archeologici e paesaggistici.Posta sulla punta occidentale del promontorio di Piombino, da cui domina il suggestivo Golfo di Baratti, è raggiungibile uscendo dalla città di Piombino seguendo prima le indicazioni dei cartelli stradali verso San Vincenzo e poi deviando a sinistra dopo circa dieci km.

Da qui si riprende verso nord la "via della Principessa" che si riferisce ad Elisa Baciocchi, sotto il cui regno fu costruita. Percorsi altri dieci km. circa, dopo aver costeggiato per un tratto la pineta del Parco di Rimigliano, oasi faunistica, invitante per passeggiate in una natura intatta e protetta, si raggiunge San Vincenzo.

San Vincenzo, situato alla base delle colline Metallifere, lungo la Riviera degli Etruschi, è meta rinomata di turisti che, per la loro entità, in estate sovrastano tutto e tutti. La sua storia di ieri è testimoniata anzitutto da ciò che resta della torre in pietra che un tempo denominava il paese "Torre San Vincenzo", poi divenuto semplicemente San Vincenzo. Di origine etrusca, conobbe periodi di grande prosperità e splendore grazie alla vicinanza della "lucumonia" di Populonia e più tardi momenti di transizione e crisi a causa della palude malsana che soltanto nel XIX secolo con Leopoldo II, durante il Granducato, nel periodo della Restaurazione, fu risolta e liberò San Vincenzo dal suo stato depressivo che così proseguì il suo sviluppo demografico, economico ed urbanistico.

Oggi San Vincenzo si presenta come un allegro comune al centro del litorale toscano; sotto il sole estivo offre mare pulito, rilassanti pinete profumate e ricche di vari tipi di vegetazione mediterranea, villette isolate e tranquille in un contesto di iniziative turistiche e ricreative ben organizzate. Dispone anche di un efficiente approdo per imbarcazioni. Durante la stagione estiva sono numerose le iniziative che offre, dalla sagra del polpo che prevede la degustazione ed intrattenimenti e che ha luogo nel mese di luglio nei pressi del porto turistico, alla festa della birra, sempre organizzata sul porto che si svolge quest'anno il 2 di agosto, al mercatino dell'antiquariato sempre nel mese di luglio, alla grande luminara a mare, con i fuochi artificiali, appuntamento tradizionale del giorno di Ferragosto, al concorso nazionale fotografico previsto per il 9 di settembre e, così continuando con altri programmi di spettacoli, di musica e manifestazioni ricreative che consentono di prolungare la stagione turistica.

Uscendo da San Vincenzo ed immettendosi sulla via Aurelia, si può procedere verso Donoratico, altro centro turistico balneare ben strutturato.

Qui si trova il Club Mediterranee che organizza ogni anno le stagioni per il turismo, offrendo intrattenimento, attività da spiaggia, ristorazione e pernottamento in un ambiente immerso nel verde della pineta.

Sempre in questa zona, è interessante visitare la riserva Scaglietti, in cui si trovano protette ed allevate diverse specie di volatili tra cui gli struzzi, che hanno a disposizione una vasta area recintata all'interno della quale possono liberamente muoversi.

Per i bambini e gli adulti più esuberanti, il parco giochi "Il Cavallino Matto" dispone di attrazioni moderne per il divertimento.

Da Donoratico, si risalgono le pendici delle colline Metallifere fino ad incontrare Castagneto Carducci.

Castagneto Carducci, centro agricolo di origine medievale, si trova raccolto nello scenario suggestivo della campagna e dei boschi di castagni che dalla collina si congiungono alla macchia mediterranea della pineta, a ridosso della spiaggia ampia e sabbiosa. Le colline sono ricche di oliveti e vigneti, i quali ultimi, vengono utilizzati per la produzione del famoso vino di Bolgheri e del Sassicaia. Su questo paesaggio domina dal versante sud ovest, la Torre di Donoratico, rudere del Castello, che viene indicato come rifugio del Conte Ugolino, all'indomani della battaglia della Meloria.

Il paese conta un cospicuo numero di abitanti. Le sue origini risalgono al 1200 come proprietà del feudo della Gherardesca. Dopo il dominio di Pisa e poi di Firenze, sotto i quali comunque i Gherardesca conservarono il loro feudo, nel 1749 divenne comune autonomo e fece parte del Granducato toscano, eccetto per un periodo di breve dominio francese, fino all'unità d'Italia.

All'interno del paese si trova il Castello della Gherardesca, costruito nel VII secolo e modificato da vari interventi. Altre testimonianze e particolari che riconducono al passato si incontrano sparsi per le vie del borgo.

Durante il mese di maggio e poi di agosto viene organizzata la settimana castagnetana, quest'anno dall'1 al 6 agosto, in cui vengono svolti giochi, musica e carnevale estivo; mentre, nel mese di novembre, è organizzata la rassegna culturale enogastronomica.

Passato Castagneto Carducci, lungo la statale 329, ci si inoltra nel bosco e dopo pochi km. si arriva a Sassetta.

Sassetta è addossata al versante orientale di una collina e perciò esclusa dalla vista del mare dal cui clima è comunque mitigata. Il paesaggio è verdeggiante e montano, tra castagni e quiete.

Il paese è antico; risale infatti all'anno 1000. Fu importante Castello, passato anch'esso prima al dominio pisano, poi a quello fiorentino. La chiesa di Sant'Andrea Apostolo, nel paese, conserva un fonte battesimale romanico con lo stemma dei pisani Orlandi, che furono Signori di questa terra per tre secoli e una Madonna su tavola di autore sconosciuto del XV secolo.

La natura e la tranquillità, la vista bellissima e la possibilità di seguire percorsi di trekking organizzati, le strutture agrituristiche, le escursioni a cavallo, lo shopping di prodotti naturali, gastronomici e di vini genuini, sono ciò che offre questo paese, insieme ad alcuni rinomati appuntamenti che accolgono ogni anno numerosi visitatori, come la tradizionale festa della Val Camina del mese di agosto, con serata danzante e degustazioni gastronomiche e l'"Addio all'estate", serata di balli e giochi e, nel mese di ottobre la "polentata", con degustazioni enologiche , gastronomiche e intrattenimenti, fissata quest'anno per il giorno 8. Il giorno 15 è poi in programma il tradizionale palio dei ciuchi e sagra della zuppa; mentre il 22 sarà organizzata la sagra del tordo e della castagna con gastronomia, intrattenimenti popolari e corteo storico.

Superata Sassetta, ci addentriamo dopo pochi km. nel verde della Val di Cornia; superato il Parco del monte Calvi, siamo a Suvereto.

Suvereto, piccolo paese in collina elevato a 90 m., il cui nome deriva dall'antico "Sughereto", dovuto all'abbondanza della quercia di sughero, inizia la sua storia con i primi signori feudali del IX secolo: gli Aldobrandeschi. Nel 1400 con Gherardo degli Appiani fece parte del Principato di Piombino. Nel 1815 fu comune del Granducato di Toscana e ne seguì le sorti fino all'unità d'Italia.

Dall'alto delle colline, lo sguardo si tuffa nel verde, fino sulla costa, offrendo un paesaggio incomparabile. L'interno del paese è un gioiello di armonia architettonica tra vecchio e nuovo. Ancora oggi passeggiavi dà l'impressione di rivivere nel passato, tra l'incanto dei monumenti, come la Rocca, la chiesa di San Giusto e la Fonte degli Angeli tutti del IX secolo e il Chiostro di San Francesco, la chiesa dell'Annunziata e la chiesa della Porta di Sopra e il Palazzo del Municipio del 1200, che per la sua bellezza ed il miglior stato di conservazione predomina sugli altri.

Sono numerosi i turisti italiani e stranieri che amano visitare questo luogo ogni anno e ne apprezzano le iniziative di spettacoli, concerti, mostre e serate in piazza che hanno luogo nel mese di luglio e di agosto; sono tra questi il palio dell'Imperatore con corsa nelle botti, premio Arrigo VII del folclore medioevale nel centro storico, fissato per quest'anno il giorno 6 di agosto ed il corteo storico con costumi medioevali in programma per il giorno 14 di agosto. In inverno, nel mese di dicembre, dal 3 al 10, sarà organizzata la sagra del cinghiale con sfilate in costume del 1200, stand gastronomici, spettacoli folkloristici e gare. A primavera, invece l'appuntamento è con la fiera paesana e palio di Santa Croce, che si svolgerà nel mese di maggio; altro momento tradizionale è quello del "Canto di Maggio", con i famosi "Maggerini" che improvvisano canti e stornelli popolari.

Nel patrimonio di questo piccolo paese, va senza dubbio menzionata la produzione di vini D.O.C.. Qui si producono i famosi Val di Cornia Rosso, Bianco e Rosato che si possono acquistare e degustare insieme all'olio extravergine di oliva di ottima qualità prodotti dalle locali fattorie.

La cacciagione è l'elemento base della gastronomia locale; in prevalenza il cinghiale, qui presente in molte ricette nei ristoranti e durante le sagre.

Le vacanze si possono trascorrere anche scegliendo tra le varie aziende agrituristiche a stretto contatto con la natura e intraprendendo percorsi a piedi fino al Monte Calvi seguendo i percorsi tracciati. È possibile anche seguire escursioni al centro storico, alle miniere dell'allume, alle vicine tombe etrusche di Baratti, alla "geotermia" dei Lagoni Rossi al Parco di Montioni e alle fattorie della "Strada del vino-Costa degli Etruschi".

Terminata la nostra visita di Suvereto, ci immettiamo sulla statale 398 fino a raggiungere il bivio per Campiglia Marittima.

Campiglia Marittima, tra le verdi colline, mantiene anche' essa la sua veste di borgo medioevale, con la sua storia iniziata già nel VII-VI secolo a.C. Tangibili testimonianze del suo illustre passato sono la Rocca di San Silvestro, situata sulle pendici del monte Calvi, il Palazzo Pretorio, la Rocca, i Forni Fusori, la Pieve di San Giovanni. Importante è il Teatro Concordi, sede di frequenti spettacoli.

Anche qui le vie strette e irregolari, alcune poco soleggiate, tra piccole salite, scalinate, piazzette, archi e costruzioni vecchie curate nel rifacimento, incorniciate da vasi di fiori e tendine; perciò immagini del passato risaltate oggi dalla mano benevola dell'uomo, comprese tra tutto ciò di cui è positivo far tesoro.

E' infatti qui che si trovano numerosi i turisti per il piacere di vivere il paesino immerso nella campagna di olivi, vigne e orti, non distante dal mare, in cui si trovano aziende agricole, maneggi, attività escursionistiche e le non meno importanti tradizioni del borgo. Vino e olio sono ancora una dote importante per il paese, oltre ai prodotti alimentari provenienti dalle fattorie e la cacciagione.

Le iniziative del paese comprendono, nel mese di luglio, il concorso ippico; nel mese di agosto, dal 1 al 31 la mostra del minerale e ancora la serata dell'ospite, con manifestazioni ricreative e intrattenimenti; nel mese di settembre, dal 8 al 10 la tradizionale fiera dei cavalli "Caval di Cornia" e dal 28 ottobre al 5 novembre la sagra del fungo e della schiacciata.

A pochi km. di distanza da Campiglia Marittima, si trova la frazione di Venturina che ha il suo nucleo originario nella zona di Caldana, con i resti di un mausoleo romano ed una nota stazione termale, di epoca etrusca, conosciuta dai romani come "Aquae Populoniae". Le acque della sorgente hanno la temperatura di 36°C, con numerose proprietà terapeutiche; la sorgente è aperta tutto l'anno ed accoglie una mole di turismo sempre in attivo.

Venturina è anche centro dedicato a importanti manifestazioni commerciali, di arte e cultura.

Da qui, proseguendo lungo la via Aurelia in direzione di Grosseto, dopo alcuni km. ci troviamo al bivio di Riotorto, frazione di Piombino che, nella sua area pianeggiante intorno alle campagne e al confine con il mare, con le spiagge di Torre Mozza, Carbonifera, Mortelliccio, Riva Verde, Carlappiano e Perelli, è a disposizione del turismo con impianti per il campeggio, con bungalows, con varie aziende di agriturismo, maneggi e attività di ristorazione.

Dedicato al divertimento si trova in prossimità del bivio stesso di Riotorto, una discoteca all'aperto, richiamo estivo per i giovani; mentre, lungo la strada che riporta a Piombino, si trova l'oasi del WWF in cui sono protette alcune specie di volatili, ritrovo degli appassionati.

Eccoci di nuovo sulla strada in direzione di Piombino. Questo itinerario dalla Costa Etrusca alla Val di Cornia ci ha condotti alla scoperta di terre che in tutto o in parte ci erano sconosciute e della cui suggestione e dei cui caratteri conserveremo indubbiamente l'eco nei giorni avvenire.


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